Memorie di Fumis Angela 1914-1916

Prefazione

Per puro caso, il diario di Angela Fumis, custodito nell'archivio del figlio Cornelio, capita nelle mani della figlia minore Anna, a distanza di cent’anni dalla sua scrittura. Le Memorie trattano di una famiglia contadina e dei fatti quotidiani che si intrecciano con la guerra. Si parla di bombardamenti, perdite, malattie in quel di Staranzano e della profuganza a Intra, sul Lago Maggiore. Il quadernetto, dalla copertina nera, del tipo comunemente usato per la spesa, conta una quarantina di pagine scritte fitte fitte a matita.

Così alla nipote Laura viene voglia di trascriverlo e a sua figlia Alice viene il desiderio di farlo rivivere con un progetto grafico che ne agevoli la lettura. Le riproduzioni delle pagine in dimensione reale, si alternano alla trascrizione del testo. Il racconto della quotidianità in guerra è reso con semplicità e freschezza, permeato di fede.

La lingua è il parlato “colto” nel dialetto bisiaco di quella zona del Monfalconese situata lungo il confine adriatico dell’allora Austria-Ungheria. La scrittura nasce dalla consapevolezza di dare una testimonianza per i posteri e permette anche a chi non ha conosciuto Angela di ricordarla a tutto tondo, con tanto affetto. La trascrizione del diario ripropone, senza correzioni, il testo originale. Le note inserite nella narrazione sono ricavate per lo più dai ricordi di Anna, unica figlia vivente, memore dei racconti delle sorelle maggiori e dalla “Trascrizione delle memorie di mia madre Angela Fumis relative al periodo 1914-16” del fratello Cornelio.

La storia del diario

Le pagine ingiallite del quadernetto ne rivelano l'età ma la scrittura si impone e ci sorprende ancora oggi per la forza della semplicità del racconto. Il diario ha una storia nella storia. Probabilmente Angela lo scrisse nel 1917 a Intra – durante la profuganza con i genitori e alcuni fratelli e sorelle – come memoria di un diario andato perduto e compilato negli anni precedenti a Staranzano. Il quadernetto ci è pervenuto privato di alcune pagine. Lo testimoniano la narrazione che a un certo punto si interrompe e il nastro adesivo che successivamente risistemò la rilegatura. Angela spiegò che la sorella Maria non gradì che fossero tramandate ai posteri alcune vicende personali conseguenti alle sofferenze patite in guerra. Nel 1923 il diario fu portato in Brasile dai familiari che emigrarono oltreoceano. Nel 1960 il fratello di Angela, Giovanni Fumis riportò in Italia le Memorie e le consegnò alla sorella Maria che le custodì fino al 1980, quando passarono all'archivio del figlio Cornelio.

In occasione delle riunioni di famiglia nella casa di San Pier d'Isonzo, si parlava spesso delle “Memorie di Angela”, anche dopo la sua scomparsa. Si ricordava per esempio dell'estrema cura con la quale il libricino era stato sistemato nel bagaglio, protetto da alcune bambole di pezza, durante la traversata in nave. Se si parlava dei fatti della prima guerra, le “Memorie” erano riferimento obbligato. La figlia Agnese tenne il diario a casa sua per qualche tempo, per ripercorrere le testimonianze della madre e condividerle con figli, parenti e conoscenti. La lettura delle pagine accompagnò anche Elvira nelle ultime settimane di vita. Il diario era considerato un documento prezioso da trasmettere alle future generazioni.

La famiglia

Angela (1894-1968) era figlia di Luigi Fumis (1862-1940) e Maria Moimas (1866-1930). Era nata a Ronchi dei Legionari, successivamente la famiglia si era trasferita a Staranzano, a pochi chilometri di distanza. Angela era la quarta di undici figli: Giovanni, detto “Giovanin” (1889-1964), Giuseppe (1891-1915), Maria (1892-1983), Luigi (1895-1972), Giovanna (1897-1980), Angelo (1898-1927), Giovachino (1900-1978), Francesco (1901-1953), Erminio (1904-1957) ed Erminia (1908-2005).

I due fratelli maggiori furono chiamati a combattere in Galizia e Giuseppe non fece ritorno. Si sa che Luigi fu fatto prigioniero in Russia dopo aver combattuto sul fronte italiano e che riuscì a rientrare nel 1921 dopo infinite peripezie. Giovanin, dopo il conflitto, emigrò in Brasile insieme ai genitori e ai fratelli Luigi, Giovanna, Angelo, Giovachino, Francesco, Erminio ed Erminia. Angela e la sorella Maria, che all’epoca erano sposate e con figli, rimasero nell’allora Austria-Ungheria. Dopo qualche tempo Luigi ritornò in patria insieme alla moglie e a due figlie gemelle mentre gli altri si stabilirono definitivamente in Brasile. Quando i risparmi lo permettevano qualcuno di loro, Giovanin per esempio, varcava l’Oceano per far visita al resto della famiglia. Angela si era sposata nei primi anni Venti con Giacomo Pacorig (1892-1935) ed era andata a vivere a San Pier d’Isonzo. Ebbero dieci figli. La primogenita fu Maria (1922-1980), seguirono Amelia (1923-2012), Agnese (1925-2012), Cornelio (1926-2009), Elvira (1928-2015) e Giacomo detto “Nino” (1929-1995). Nacquero inoltre Pietro e la coppia di gemelli Palmira e Natalino (“Nadalin”) che morirono prematuramente a meno di un anno. L’ultima figlia, Anna (1935) non riuscì a conoscere bene il padre che venne a mancare il primo dicembre dello stesso anno, quando lei compiva esattamente nove mesi.